Remake Love – Quando il Cinema guarda al Passato

Proprio adesso nelle sale viene proiettato uno dei remake più discussi degli ultimi tempi, almeno in Italia: Suspiria. Facile capire da dove arrivi tanto chiacchierare infatti Guadagnino,regista della pellicola incriminata, ha “osato” riproporre uno dei film cult dell’horror italiano e come se questo compito non fosse già difficile, si è dovuto anche beccare un secco “no comment” da parte di Dario Argento (che è la mente della pellicola originale).  Insomma, i remake potrebbero sembrare facili sulla carta, non richiedendo di creare qualcosa dal nulla, ma sembrano presentare fin troppe insidie e spesso,  diventano dei grandi flop.

Prendendo come spunto la coraggiosa idea di Guadagnino, abbiamo pensato di proporvi un rapido excursus dei vari remake nella storia del cinema (inutile dire che non parleremo di TUTTI i remake poiché la lista no finirebbe mai). Per avere un’idea più chiara di come il cinema si è mosso in questo contesto, possiamo dividere i vari rifacimenti cinematografici in 3 macro-categorie: gli horror, gli italiani e i cartoni animati.

Vi sarete sicuramente accorti che, dagli anni ’70 a questa parte, ogni 2-3 anni ci ritroviamo al cinema una bella locandina con a) un pazzo con una motosega ed una maschera da hockey, b) degli zombie che terrorizzano una provincia americana e c) un altro pazzo con a faccia mezza sciolta e gli artigli. Stiamo parlano di Halloween, che conta ben 11 film nella sua saga tra prequel, sequel e remake veri e propri; La notte dei morti viventi: 8 film di cui 2 remake e Nightmare, saga composta da 9 pellicole. Oltre ai classici, si aggiungono alla lista i più recenti film horror asiatici (solitamente giapponesi, chiamati J- horror) rifatti dagli americani, solitamente in una chiave meno splatter e più adatta al grande pubblico. L’esempio più famoso è sicuramente The ring con Naomi Watts (Ringu, è l’originale giapponese). 

Un’ulteriore parentesi è necessaria per quei film come Silent Hill e Resident Evil che nascono come videogiochi per poi diventare pellicole di discreto successo.

La seconda categoria riguarda i film italiani, quelli che Hollywood ci invidia, e, infatti, ha pensato bene di “copiarne” qualcuno. Partiamo dai più famosi: Profumo di donna (1974) diventa Scent of a women (1992); Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (ancora ’74) si trasforma in Swept Away e scambia la Melato con Madonna (aiuto); Stanno tutti bene di Tornatore (1990) viene riadattato in Everybody’s fine nel 2009 e ultimo, ma più shoccante di tutti, I soliti ignoti di Monicelli (1958) diventa Crackers (1984). E ci fermiamo qui…

Ma la moda del momento (almeno degli ultimi 5 anni sicuramente) è prendere i classici cartoni animati Disney, con cui tutti siamo cresciuti, e farli diventare colossal hollywoodiani: in effetti questa pratica era iniziata tempo fa con La carica dei 101 (nel 1996) ma, dopo una sosta di una decina di anni, è tornata più forte che mai con Il libro della giungla, Tarzan, La bella e la bestia (2 volte) e, tra poco anche Dumbo. Forse agli studios manca un po’ di ispirazione?!? 

Ultimissima menzione dell’articolo è lui: A star is born! Il remake dei remake! La stessa storia riproposta per ben 4 volte nell’arco di 80 anni. L’originale del 1937 è con Fredric March e Janet Gaynor, seguito dal remake del 1954 con Judy Garland e dal remake del remake del 1976 con Barbra Streisand; per finire con la versione del 2018 con Lady Gaga e Bradley Cooper che, a questo punto, sarebbe il remake, del remake, del remake. C’è da dire che questo film in particolare ha sempre avuto grande successo, quindi chissà se tra una ventina d’anni ci ritroveremo a veder nascere una nuova stella. 

Se volete saperne di più su remake, cover o fatti e rifatti in genere, ascoltate la nuova puntata di Waterloo Advisor; se, invece, siete interessati a sapere cosa ne pensiamo del nuovo Suspiria seguiteci di Thelma&Louise+1… Ovviamente sempre su www.radiocalibro.it !