Il Sanremo di Achille Lauro come quello di Vasco Rossi ?

“ROLLS ROYCE”

Ai più appassionati (so che saremmo in pochi) era chiaro che Achille Lauro si sarebbe presentato a Sanremo con tutta la personalità che lo contraddistingue. Un rapper che non si è mai affezionato alla trap confezionata da teenager, che si è sempre distinto dai più celebri colleghi Sfera Ebbasta, Ghali, Dark Polo Gang. Sul palco dell’Ariston spiazza tutti con “Rolls Royce” un brano dal look glam e tiro rock, che ricorda tanto quella vita spericolata portata a Sanremo nel 1983 da Vasco Rossi.

Molti sono stati gli accostamenti con brani del passato (1979 – The Smashing Pumpkins, Surface to the Air – Chemical Brothers, King Krule – Easy Easy) tanto da portare alcuni a gridare al plagio, ma forse è proprio Vita Spericolata di Vasco Rossi a riportarci con i piedi per terra.  

Voglio una vita così

C’est la vie

Non è follia ma è solo vivere

Non sono stato me stesso mai

No non c’è niente da capire

Una frase che suona come un inno generazionale. E’ proprio in questo state of mind, tornato nei giovani di oggi più prepotente che mai,  come lo era stato nei primi anni ’80 di Vasco. Come anche in quelli del più contemporaneo musicista britannico King Krule, e a sua volta alle fine degli anni ’60 con i The Doors e nei ’90 con il Grunge di Kurt Cobain e compagni.

Non è corretto però addebitare ad Achille Lauro solamente l’immagine dell’artista tormentato. Probabile prodotto di una fase, nella quale si sta staccando definitivamente dalla più canonica trap fatta di “sk sk” e autotune. Per altro nel suo caso già ricca di commistioni e influenze proprie di generi molto lontani del genere sovracitato, definito appunto dallo stesso Samba-Trap.

Lo dimostrano le ultime collaborazioni con Cosmo (Angelo Blu) e i produttori romani Frenetik&Orang3 (Purple Rain, Maledetto Lunedì). Queste portano Achille Lauro in un universo musicale nuovo, in cui si rilegge la musica italiana degli ultimi trent’anni dove si intravedono le basi per una nuova tendenza. Non a caso nella serata dei duetti senremesi, Achille Lauro si vedrà accompagnato sul palco dell’Ariston da Morgan (frontman dei Bluvertigo), forse la personalità più controversa del Rock Italiano con cui sembra sposarsi a pennello.

Non sapremo se l’edizione del Festival di Sanremo 2019 verrà ricordata in riferimento a Achille Lauro come lo fu per Vasco Rossi nel 1983. Nonostante le molte critiche ricevute dall’audience, le principali testate giornalistiche hanno risposto con voti alti all’esibizione dell’artista romano (si racconta di balli scatenati nella sala stampa). In fondo anche Vasco fu fortemente criticato al tempo e sappiamo tutti come è andata a finire.