Guido Scapigliati il Barberista Ortano

Arriva la prima puntata della rubrica sul vino di Radio Calibro !

L’appuntamento di Gennaio con Sughero ci porta subito all’interno di quelle “rotte indipendenti”, un viaggio verso le realtà più alternative, a tratti eretiche, che popolano il nostro contesto: il mondo dei vignaioli.

Con questa consapevolezza ci siamo addentrati nei colli ortani, direzione Petignanetto – Voc. Tonni, dove abbiamo incontrato e conosciuto Guido Scapigliati. Una passione per la vigna che nasce in adolescenza quando ancora il vino si produceva essenzialmente per la tavola di casa. Solo a ridosso dei quarant’anni, Guido intraprende la sua avventura tra i vigneti, iniziando a valorizzare quelle viti, ormai più che settantenni, che sui versanti argillosi e calcarei dei colli di Petignanetto hanno, nel tempo, difeso e maturato una signora forte e di carattere: la Barbera. L’importanza di questo vitigno si ritrova chiaramente nelle parole di Guido, che durante la nostra intervista ha tenuto a sottolineare:

“Per me il vino rosso è il barbera […] Faccio il Barberista, sono nato Barberista, muoio e resterò Barberista a vita…”

L’attenzione allo sviluppo di questo vitigno è quasi maniacale per Guido, che sottolinea la sua scelta di lasciare più libertà possibile alla crescita naturale della vite, senza concimi e anticrittogamici e accettando una resa minore (meno di 25 quintali per ettaro). Tuttavia, il vino prodotto da questi vigneti ripaga gli sforzi e consente di dimenticare i bassi livelli produttivi.

I risultati sono un insieme di profumi e note gustative che ogni anno sono potenzialmente diverse, perché come tiene a sottolineare più e più volte Scapigliati:

“Il vino si fa nella vigna, e non nella cantina”

La rubrica sul vino – Sughero

E’ così che il vignaiolo conosce ed incontra annate buone, ci cita il 2011 e il 2016, e annate in cui il prodotto e annate meno soddisfacenti o solamente, con delle caratteristiche differenti.

Oggi accanto al Vigna dei Canti (100% Barbera), Scapigliati produce il Petignanetto (85% Cabernet Sauvignon e 15% Cabernet Franc) e lo Scapicollo (Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon).

Questi ultimi, sono tutti “vini del cacciatore” potremmo dire. Gli abbinamenti del vignaiolo infatti ci suggeriscono di abbinare soprattuto il Vigna dei Canti con la selvaggina, o carne da pelo come dice Guido, abbinato a del tartufo anche, così da richiamare la ricchezza polifenolica del barbera. Per il Petignanetto invece ci da come dritta un abbinamento con l’anatra e lo Scapicollo con le carni bianche. Comunque carne ! Dal canto nostro potremmo suggerirvi che questi vini esprimono i loro valori anche da soli, a fine pasto abbinati a un camino acceso e a una bella serata.

[Best_Wordpress_Gallery id=”13″ gal_title=”Guido Scapigliati”]

La nuova sfida di Scapigliati, però, è un bianco: Sauvignon. Ci ha svelato che recentemente sono state impiantante le nuove barbatelle, per cui è probabile che per assaggiarlo dovremmo attendere ancora qualche anno.

Senza dilungarci troppo, lasciamo tutte le sfumature ed i dettagli all’intervista integrale in onda su Radio Calibro.

Un saluto al vulcanico Guido,

Stay tuned, Stay Wined!

 

Leggi QUI a proposito della nostra rubrica sul vino Sughero !

Scapigliati Vini – QUI trovi il sito ufficiale