Le Crete: Passione, Tradizione e Sperimentazione nella Valle Tiberina.

Per la prima puntata in Umbria, la redazione di Sughero si è spostata alle pendici di Giove, suggestivo borgo tra Terni e Viterbo edificato su una collina rocciosa. E’ tra queste dolci colline della Valle Tiberina che si trova la vigna di Giuliano, ma prima ancora di suo padre Mario, che prende il nome dal vocabolo che identificava quella zona: Le Crete.

La mia azienda appartiene a tutti quelli che ci lavorano e le danno il meglio di sé. Tutto ruota intorno a tre concetti a noi cari: La Passione, La Vigna, il Vino. Giuliano Castellani.

Mentre parliamo con Giuliano dei suoi pensieri sul vino, dei risultati che è riuscito a portare all’azienda, dei suoi prossimi progetti, percepiamo la presenza di Mario, che come un vero e proprio guardiano della vigna, segna con i suoi passi il perimetro delle viti a cordone speronato e non può fare a meno di avvicinarsi e regalarci anche la sua filosofia sulla terra. Questa è l’immagine che è un pò la filosofia dell’azienda. Questa, come ci fa notare Giuliano, ha origini e radici coltivate da tanti anni e non finirà mai di ringraziare i suoi predecessori per il lavoro che hanno svolto prima di lui suo padre e suo nonno.

Mario ci racconta subito dell’importanza della terra. Il terreno è fondamentale per questa vigna e parte imprescindibile del terroir, che ha visto la nascita di vini come il Petra Nera e altri. Il terreno rivolto a sud è fecondo perché composto da argille sabbiose, limi calcarei e travertini terrosi di origine alluvionale. Consistente il tasso di umidità, che consente un microclima che favorisce la maturazione in estati torride. In oltre, la vigna è protetta dalla morbida collina di Giove (300 s.l.m.). Con una densità dei ceppi di 4000 viti per Ha con una resa di 60-70 hl di vino, Giuliano e Mario compiono le lavorazioni sul campo, esclusivamente effettuate dai membri della famiglia.

Proprio per questo [… racconta Giuliano …] non usiamo diserbanti preferendo i nostri attrezzi meccanici, le nostre coccinelle, lo zolfo e il rame dei vecchi tempi. Persino la vendemmia, nei mesi di Settembre/Ottobre, viene effettuata manualmente per consentire un’attenta selezione dei grappoli poiché il loro grado di maturazione e salubrità può variare da una vite all’altra data la presenza di situazioni molteplici anche a distanza di pochi metri.

L’azienda ha all’attivo 6 tipologie di vino:

Il PetraNera, il cavallo di battaglia dalle uve di sangiovese, montepulciano, barbera, merlot. Affinamento 2 mesi in botti di acciaio prima di essere posto per 2/3 della massa in barriques e tonneaux d’Allier per 12 mesi.

Il Poggio Jago prodotto da uve di sangiovese e merlot, 12 mesi in acciaio e poi 12 mesi affinato in bottiglia prima di scendere sul mercato. 

Poi c’è il rosato Costa Volpara ottenuto dalla pigiatura soffice di uve di sangiovese, che terminata la fase fermentativa viene affinato in acciaio. Quindi proseguendo il sentiero dei bianchi, riposa sui suoi lieviti per circa 3 mesi.

Passando ai bianchi troviamo il Cima del Giglio: sauvignon blanc e malvasia. Le uve vengono pigiate dopo qualche ora di macerazione. L’affinamento si svolge, una parte in vasca dove riposa sui suoi lieviti per almeno 3 mesi e una parte in tonneaux. Una volta assemblate le due parti, prosegue la sua evoluzione in bottiglia per alcuni mesi.

Il secondo bianco è il Ripa Bianca dall’assemblaggio di uve sangiovese e trebbiano raccolte anticipatamente. Riposa poi in acciaio inox per alcuni mesi.

E veniamo al preferito di Mario L’Extra Dry, spumante metodo Martinotti ottenuto da uve di sangiovese vinificate in bianco. Spiccata l’acidità e buon tenore alcolico, dotato di profumi fruttati e floreali con un’acidità vivace e una sostenuta mineralità.

Queste le creazioni della Cantina Le Crete, ma Giuliano ci ha rivelato dei segreti e presto ne vedremo delle belle… tempo di un particolare affinamento lungo.

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Stay Wine !

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