Quella degustazione insolita di Birre e Formaggi

Lo scorso 23 Marzo, noi di Sughero abbiamo partecipato ad un altro felice e riuscito evento, “Degustazione insolita di birre e formaggi”, organizzato dall’Ais di Viterbo.

Se si poteva trovare un primo pregio a alla serata, era il rapporto qualità prezzo. La quota di partecipazione era di 20 euro. 20 euro, per assaggiare prodotti veri, più che veri direi: autentici, alimenti che solo per la testimonianza che hanno saputo lasciare, valgono tutto l’oro del mondo.

La delegazione Viterbese capitanata da Franco Cherubini, azzarda ancora una volta. Li fa in modo onesto e particolare insieme, facendo subito presente che la degustazione della serata è “qualcosa di strano” anche per il moderatore: Massimo Iafrate, delegato Ais di Avezzano e esperto nella materia di formaggi e prodotti caseari.

Ma in fondo, l’Associazione italiana Sommelier promuove l’educazione del bere. Che siano dunque vini, distillati, olio o come questa sera birre, è sicuramente utile informarsi sulla qualità di qualsiasi prodotto si vada ad ingerire. Si potranno fare scoperte memorabili anche con la birra.

 Non solo con il vino.

La tipica, quanto funzionale “birretta”, bevuta senza impegno in una giornata calda a cui è stato concesso un momento di relax, non è di certo una parente di quelle che abbiamo degustato in serata. Non era una un evento volto al relax ma alla scoperta di sapori che solo birre eccellenti sanno dare.

Le sensazioni nasali, retro nasali, saporifere e tattili che si sono palesate nel corso della serata, hanno chiarito subito una cosa:

il protagonista è l’abbinamento.

La degustazione è iniziata con una introduzione sul mondo della birra, che ha chiarito subito una questione: questo prodotto non fa parte della nostra tradizione.

Come può farne parte viceversa il vino o l’olio; ecco perché di fronte alle nuove ultime innovazioni dei birrari italiani storciamo spesso il naso, pensando che sia solo marketing o una moda degli ultimi anni, che ha visto nascere centinaia di birrifici artigianali e non.

La verità è che molte di queste “bevande al sapore di luppolo” italiane sono ottime, ma si rifanno per ispirazione a una tradizione europea. Come quella del Belgio (birre Belga, birre Trappiste, d’Abbazia…) dove vengono addirittura servite nelle mense delle scuole come alimento, o quelle Inglesi (come le Ale) o Iralndesi (le Stout), per non parlare delle Tedesche (la bassa fermentazione delle Lager e l’alta delle Weisse). Insomma, questi ultimi i principali paesi dove la birra è cultura, ecco perché vale la pena conoscerli, assaggiati, degustati. Siamo sempre esterofili noi italiani, non vedo perché non esserlo, a ragione, con la birra!

Massimo Iafrate ci da un consiglio su come bere a casa che condivido volentieri con tutti i nostri ascoltatori:

Generalmente il bicchiere con cui vengono servite le birre deve essere: sgrassato, freddo e bagnato

Di seguito le Birre in ordine di degustazione prontamente servite dai sommelier di sala, a cui va un plauso visto il difficile servizio con le bottiglie da 33cl.

  1. Bitburger Pils, dal colore dorato, intenso e brillante,e dal ricco cappello di schiuma.
  2. London Pale Ale, la birra più famosa del birrificio Meantime,caratterizzata da un ottimo uso del luppolo che le dona una lieve piacevolissima nota speziata.
  3. Weihenstephaner Vitus, una birra di frumento dal colore arancio pallido, con una schiuma fine e cremosa dal aroma fruttato.
  4. Dubuisson Bush, la birra belga che fa del suo punto di forza l’utilizzo esclusivo del famoso luppolo Saaz. Attenzione 14 gradi alcolici.
  5. Westmalle Dubbel, arrivano le nere, birra trappista dal colore bruno rossiccio, piacevolmente secca ma caratterialmente maltata.
  6. Achel Bruin, birra trappista della tipologia dubbel dal colore marrone-ambrato, con una schiuma spessa e una buona frizzantezza.

Il parterre è veramente ricco. E questi nomi sono sempre sinonimo di qualità, come lo è il nome del caseificio che rappresentava l’altra metà della degustazione: Caseificio Radichino dei Fratelli Pira.

Degustazione insolita di Birre e Formaggi

Conoscevo già di fama la qualità dei prodotti di questo caseificio immerso nella Tuscia, a Farnese per la precisione.

L’azienda Agricola Radichino può vantare la certificazione BioAgricert, gli ovini, il latte e tutte le coltivazioni di foraggi e cereali sono 100% biologici nel senso più sano e vero del termine; il motivo sta alla base: i Pira creano formaggi solo da latte a crudo.

Cosa vuol dire ? Si definisce “crudo” il latte che non viene sottoposto a trattamento termico, quindi conserva in se tutte le cariche batteriche del latte, che viene lavorato a temperatura ambiente, consentendo la resistenza di più proteine, vitamine e calcio.

E la differenza è innanzitutto nel gusto, che varierà a seconda della lavorazioni, dei periodi e delle stagioni, come un buon vino. Se di origine e lavorazione controllata, il latte a crudo da risultati eccellenti, dal primo sale al prodotto più stagionato.

La chermesse dei Formaggi che abbiamo degustato, provando ad allegare qualche link dal sito:

  1. Granduchessa, formaggio di Pecora Fresco
  2. Semistagionato
  3. Radichino (tipo pecorino 7/8 mesi)
  4. Quadrotto di Capra
  5. Cretoso al Pepe nero
  6. Gran Ducato di Castro al Fieno
  7. Pasta fiorita
  8. Erborinato
Degustazione insolita di Birre e Formaggi
Degustazione insolita di Birre e Formaggi

La Degustazione insolita di Birre e Formaggi è stata sorprendente.

Non siamo (putroppo) abituati a questa esplosione di sapori e alla trasfigurazione della terra in un prodotto. E’ come se gli ovini ci restituissero i sapori della terra in cui si trovano.

Strabilianti i sapori che si sono potuti riconoscere nei formaggi: dal Gran ducato di Castro con un profumo tipico delle noci sgusciate, al Pasta fiorita che presentava una netta nota di carne alla brace… quello dei formaggi a latte crudo è tutto un mondo da scoprire.

So che pensate non sia possibile, so che non mi credete che un formaggio possa “sapere di bistecca”. Io ho dei testimoni, in ogni caso, fatemi il piacere di assaggiare questi prodotti il prima possibile, poi ne sapremmo riparlare.

Tornado allo scopo della serata, l’abbinamento, il divertimento e la scoperta erano assicurati:

Sorprendente la birra Belga (N4) che presentava la struttura e il gusto arrotondato tale da abbinarsi bene con tutti i formaggi, in particolare con il Radichino.

Il Granducato di Castro ha trovato la sua apoteosi con l’Achel Bruin (N6), mentre il Semistagionato con la London Pale Ale (N2).

 

Insomma, l’Ais di Viterbo ci ha felicemente sorpreso ancora una volta.

Esperienza da ripetere, anche a casa: i nomi ce li avete tutti qui nell’articolo: cosa aspettate a provare la “Degustazione insolita di Birre e Formaggi”?

Elisa Felici