20 Anni da De André. L’omaggio di Radio Calibro !

Venerdì 11 gennaio è la data che sancisce i vent’anni dalla scomparsa di Fabrizio De André (il 18 febbraio avrebbe compiuto 79 anni). Sono passati 20 anni da quando il suo pensiero ci ha lasciato e questo si sente, basta pensare agli artisti che ha ispirato e che sta ispirando anche in questi anni.

Essere un cantautore non vuol dire scrivere solo canzoni proprie, ma avere l’esigenza di parlare di un pensiero intimo e di storie che sono grandi metafore della vita. (Non a caso autori come De André, Dalla, Guccini vengono definiti “cantastorie“) E in Italia è molto importante raccontare storie, le storie delle persone, delle terre, dei racconti… cosa che Fabrizio De André ha fatto da sempre. Ecco perché in questa epoca si sente molto la mancanza della sua parola e delle sue canzoni. A

Avrebbero modo di aprire gli occhi su cose che solo certi poeti vedono.

Qualsiasi articolo sarebbe superfluo e non adeguato a descrivere la sua arte, quindi noi di Radio Calibro abbiamo pensato di dedicargli una giornata intera.

Oggi in programmazione 20 Anni da De André : la nostra rotazione musicale sarà piena zeppa dei suoi successi! Ascoltateci su www.radiocalibro.it !

 

De André aveva una straordinaria capacità di rielaborare i materiali.

Fossero le canzoni di Brassens (“Il gorilla”), l’antologia di Spoon River, l’opera di Edgar Lee Master da cui ha tratto “Non al denaro non all’amore né al cielo”.

Un album del 1971 che ancora oggi rimane tra i capolavori assoluti della musica italiana.

Le intuizioni di chi gli lavorava vicino.

Come quella di Mauro Pagani che, nel 1984, in anticipo sui tempi, e per questo suscitò l’entusiasmo di David Byrne, lo ha portato nei territori della World Music.

In un viaggio attraverso le musiche del mediterraneo che ha generato “Creuza de ma”, un album cantato in genovese dal respiro internazionale.

E come non dare un significato simbolico oggi a un’opera basata sul concetto del mare come elemento unificante, vitale, di incontro tra culture diverse?

Nel momento in cui si ricordano i vent’anni dalla morte, viene da pensare al valore quasi evangelico dei testi di un autore non credente.

Ma che aveva rielaborato i vangeli apocrifi (“La buona novella”) e che per tutta la vita si è occupato di chi “viaggia in direzione ostinata e contraria”.

Fonte: Ansa.it

C’è chi è toccato dalla fede e chi si limita a toccare la virtù della speranza […], il Dio in cui, nonostante tutto, continuo a sperare, è un’entità al di sopra delle parti, delle fazioni. 

Fabrizio De André