Cantine Aperte 2019

Il Team di Sughero Todi e Ritorno

Ciao Amici di Radio Calibro e di Sughero !!! Come ci diciamo sempre, l’ultima domenica di Maggio è sempre rossa sul calendario, rossa rubino diremmo in gergo. Questo perché come ogni anno si verifica uno dei nostri eventi preferiti: Cantine Aperte edizione 2019 !

Anche quest’anno partendo da Orte ci siamo avventurati verso l’Umbria. Ci dispiace non virare verso il Lazio spesso. Purtroppo l’evento nella regione centrale è poco sentito, eppure avrebbe molti motivi per essere più sviluppato. Speriamo che prenda sempre più piede. Comunque il problema quest’anno era un’altro: IL METEO.

Come ci aveva già preventivato Meteo Calibro, le giornate di M… Maltempo erano proprio quelle del fine settimana. Ci siamo fatti coraggio e strada tra le bombe d’acqua. Abbiamo imboccato la superstrada dirigendoci verso Todi perché avevamo tanta voglia di Grechetto e di vedere qualche bel paesaggio. Che con quelle nuvole e quella pioggia faceva molto Patagonia, e per questo meraviglioso. C’era una pubblicità che diceva “sono le condizioni più avverse a rendere le cose straordinarie”. E ecco qua.

Innanzi tutto, siamo stati felici di constatare che se le cantine dell’Umbria sono sempre state invase in occasione di questa manifestazione, la pioggia non ha certo impedito tutto questo. Moltissima gente sotto l’acqua con i calici in mano. Superata una certa ora la situazione era da definire anche un pò goliardica, ma i proprietari attrezzandosi con taglieri, pic nic e calici (dispensati anche quest’anno dall’AIRC per la ricerca contro il cancro) hanno cercato di tenere un profilo alto, lasciando sempre al primo posto la qualità dei propri vini. Altra bellissima cosa: evento PLASTIC FREE!

TAPPA I – CANTINA ROCCAFIORE
Località Chioano 06059 Todi – Perugia

Era da tempo che volevamo andare a visitare e a assaggiare questa cantina e gli ottimi presentimenti non sono stati traditi. Il posto è immerso nel verde, a due passi dall’uscita della superstrada.
Con una breve occhiata al posto, si capisce che stiamo parlando di alti livelli di tecnologia in cantina, di cura del territorio anche solo delle siepi (un posto pieno di rose rosmarino, con una quercia gigante a picco su una vallata, dove è possibile fare degustazioni… meraviglioso). La cantina ha un impianto che richiama una fabbrica riconvertita. Presenta anche delle terrazze con dei giardini pensili meravigliosi che è possibile percorrere. Si accede tramite una veranda che ospitava molta gente verso le 15:00 al nostro arrivo.
I gestori avevano preparato un delizioso pic nic a 10 Euro + calice in comode scatole dove dentro c’era porchetta, pasta al pesto, pane e dolcetti. Veramente una bella idea.
Venendo al vino abbiamo degustato i due base. Il Grechetto Fiorfiore e il Rosso 100% Sangiovese il Roccafiore. Il Bianco delicato, ottimo in abbinamento con il pic nic, con una buona freschezza e mineralità, ce lo hanno servito bello freddo, condizione adatta a questo tipo di vino. Ci è piaciuto molto anche il rosso: godibilissimo, prugna matura e frutti rossi con tannini eleganti e di classe, anche se parliamo del vino base della gamma.

PS. C’è anche il ristorante FIORFIORE… secondo noi a naso: MERITA.

TAPPA II – FATTORIA DI MONTICELLO
Ripalvella, 05010 San Venanzo – Terni

Rapida occhiata al depliant. Rapida occhiata a Google Maps, a distanza di circa 20 km c’è la Fattoria di Monticello. Diciamoci che il viaggio e il panorama vale il trasloco, perché si sale sulle colline Umbre fino ad arrivare al grande cancello della tenuta, dove ad aspettarci c’era la comoda Navetta che ci avrebbe portato alla fattoria. Gli stabili (con tanto di cavalli e mucche) si staglia a picco su una vallata bellissima.
Praticamente i proprietari avevano organizzato una vera e propria sagra, con tanto di tendoni contro la pioggia e compaesani che giocavano a briscola. Adoremus. 
Vini schietti che trovano la loro perfetta espressione con i prodotti della fattoria. Era disponibile all’assaggio tutta la gamma. Noi abbiamo scelto il premiato Giacchio da uve di Chardonnay e Viognier fatto tutto in acciaio, colore dorato con delle belle note floreali al naso, in bocca ci troviamo tutto quello che il naso ci aveva annunciato, e quindi coerente con se stesso. Continuando sulla strada dei vitigni internazionali abbiamo assaggiato come rosso il pinot nero, il Ponetro. Con una bella acidità, un vino schietto che è cambiato durante la sua permanenza nel bicchiere. Una volta aperto è diventato un vino godibile, ottimo abbinamento con le carni che si allevano in questa tenuta.

TAPPA III – CANTINA LEONUCCI

Tornando verso casa, siamo passati per Massa Martana. Alla cantina Leonucci siamo arrivati verso le 17:00, quindi le scene non erano proprio quelle da degustazione formale… anzi. Ripresa la pioggia, non è stato un problema per le tantissime persone che avevano invaso il podere Leonucci, anche questo munito di navetta.
La cantina è a conduzione familiare e fa solo due vini rossi, da 16 gradi. Quindi la situazione era molto sciolta diciamo. Che bello!
Arriviamo in cima dove c’era un vero e proprio bistrot che preparava da taglieri, a panzanelle a stinchi di maiale. Ottimo. Abbiamo assaggiato sia il Cingolo che il Montignanello. Il Primo è un Sagrantino, un vino importante da cacciaggione e da grandi carni (hanno fatto bene a servire lo stinco), il secondo un Merlot con un’aggiunta in piccola percentuale di Sagrantino. Era un 2010, ma poteva stare ancora benissimo qualche anno per alleviare la tannicità. Bellissimi vini: vini Veri.

Il nostro viaggio finisce qui, presto ve lo racconteremo in puntata.

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