Rizzini Franciacorta: chiamatelo Cru, ma non Cuvée.

E’ all’Only Wine Festival di Città di Castello che abbiamo incrociato per la prima volta le tre bottiglie della cantina Rizzini.

Tre magnifici Franciacorta 100% Chardonnay provenienti da un’unico piccolissimo vitigno situato a Monticeli Brusati, a nord-est della zona, in una collina lontana da zone di inquinamento, come ci tengono giustamente a sottolineare i produttori nella didascalia del proprio sito.

Parlando con il produttore, ci spiega che la loro filosofia non è quella tipica che appartiene alle aziende che fanno spumante, legate a metodi di assemblaggi di più annate che permettono il raggiungimento di un gusto riconoscibile e rintracciabile ogni anno. Ai Rizzini piace considerare i loro vini con tutti quei cambiamenti annuali che il territorio e il terreno gli conferiscono, territorio che ritengono dotato di grandi caratteristiche e per questo non credono sia opportuno snaturare le loro annate con degli assemblaggi; tant’è che ci dice, se un’annata non è particolarmente buona, non commercializzano i loro prodotti (come la torrida del 2003 e quella del 2007).

Quindi metodi classici che si basano molto sul concetto di cru, ma non su quello tipico per gli spumanti della cuvée. Tutto ciò è molto coraggioso, e in generale non praticando la pratica dell’assemblaggio di più annate, è insieme rischioso… per questo ci piace e ci colpisce la sfida di Rizzini.

I tre prodotti sono eccellenti, e avendo modo di assaggiarli nella loro escalation di annate sui lieviti ne abbiamo apprezzato la varietà dei profumi fragranti e tipici di un metodo classico importante. Non giocando sugli assemblaggi il Franciacorta in questione viene trattato quasi come un vino da invecchiamento, e la filosofia dei tre prodotti sta tutta nell’invecchiamento sui lieviti.

Brut è il primo figlio della famiglia Rizzini, è il più giovane dei tre fratelli, ma anche lui ha la sua età: 68 mesi sui lieviti, remuoge e sboccatura eseguiti a mano, con la conseguente aggiunta del dosaggio previsto. Dopo la raccolta, l’uva viene fermentata in acciaio inox a temperatura controllata. Nel colore riscontriamo i sintomi di giovinezza in un giallo paglierino con riflessi verdolini, perlage di grana fine e spuma persistente. Al naso presenta dei sentori floreali e raffinati, spostandoci sul mondo dei lieviti e del pane in questo spumante ho seriamente riscontrato un odore di farina, probabilmente di tutto quello riguarda il pane nella lievitazione, prima di essere infornato. Da qui ho capito che gli assaggi sarebbero stati un piccolo viaggio nel mondo della boulangerie e dei lieviti… fantastico! Titolo acolometrico 13%.

Millesimato è il mezzano. Probabilmente il nome si riferisce a una particolare rilevanza che si vuole dare a quell’annata (visto che potrebbero essere considerati tutti millesimati), con lui saliamo a un grado superiore di invecchiamento: 80 mesi sui lieviti. Qui i colori si presentano più tendenti all’oro, di spuma persistente e il consueto stupendo perlage, fine e persistente. Al naso ritroviamo il pane sentito nel Brut, ma questa volta è appena sfornato, quasi dolciastro, a tratti ricorda la pasta sfoglia delle brioche. Anche qui la prima fermentazione viene svolta in acciaio inox, remuoge e sboccatura eseguiti a mano. Anche qui 13%.

Il fratello maggiore Riserva Nature probabilmente è l’espressione più alta della filosofia Rizzini. Un Franciacorta fermentato in acciaio inox ma con un breve passaggio in barrique, bottiglia pesantissima, capsula nera opaca. Qui parliamo di 108 mesi sui lieviti, e una volta aperta questa bottiglia ne ha da raccontare. Lo abbiamo assaggiato in una verticale con gli altri spumanti della stessa famiglia, ma a questo non abbiamo potuto resistere, l’ho portato a casa!

Stay Wine !

Alla prossima Con Sughero!